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La Chiesa di San Giuseppe

 

La chiesa di san Giuseppe sorge nel rione che anticamente era chiamato Borgo San Lorenzo, ed alla confluenza dell’attuale via Manzoni con via Vernazza, dove si apre uno slargo chiamato piazza San Giuseppe. L’edificio sacro consta di un grande volume parallelepipedo a sviluppo longitudinale coperto a capanna, che costeggia la via Manzoni. Alla prima parte del muro verso strada, si addossa il volume secondario delle cappelle laterali, mentre, sul lato opposto si distingue appena, a livello dei tetti, la breve sporgenza della cappella del Crocifisso, che si erge poco oltre il livello dei cornicioni. Ai muri laterali - semplici campiture in mattoni a vista con rinforzi a lesena sugli spigoli, zoccolo continuo e cornicione a guscio o “gussazza” - si oppone il trattamento della facciata, maggiormente elaborata e rivestita d’intonaco.

L’insieme di fabbricati fu costruito in varie stagioni tra il 1642 e la metà del XVIII secolo: tra il 1640 e il 1642 datano i primi atti tra la Compagnia e le future maestranze. Del 1642 sono richieste di autorizzazione rivolte al Vescovo, tra le quali emerge la promessa di “far la chiesa come dispongono i Sacri Constituzioni Synodali et Conseglio di Trento”. Fa seguito il pagamento di un disegno e di un “calcolo della spesa” (perduti) eseguiti da mastro Gioanni Angelo Finale.

Nello stesso anno comincia la trattativa per la costruzione del campanile. Solo il 14 maggio 1645, il vescovo Brizio permetterà “di fabbricarsi un campanile, e di tenervi una campana”, la quale, si intende, servirà esclusivamente “per convocare i fratelli”. Nel 1653 devono probabilmente ritenersi comunque concluse le operazioni corrispondenti alla costruzione del corpo principale della chiesa ed alla sacrestia. Rimangono invece escluse le cappelle laterali, la cui costruzione comincerà solo negli anni ‘80 del secolo, sulla spinta dei maggiori esponenti della nobiltà locale. Ancora più tarda è la cappella pentagonale del Crocifisso, della quale si hanno testimonianze tra il 1710 e il 1720, mentre la costruzione del campanile, iniziata nel 1689 su disegno di progetto “venuto da Torino”, proseguirà fino a concludersi nel 1830.

 

Il patrimonio artistico

 

Una cospicua e pregevole dotazione di quadri e sculture tra il XVII ed il XIX secolo è stata disposta e gradualmente accresciuta nella chiesa di S. Giuseppe. Su committenza dell’Arciconfraternita e di singoli personaggi albesi, affreschi, tele dipinte, figure scultoree, arredi liturgici sono stati appositamente realizzati per funzionalità, decoro, fini devozionali nella sede di culto.

Scorrendo le successive fasi di revisione della chiesa e di correlata esecuzione per l’interno, incontriamo artisti, artigiani, varie maestranze che nel tempo hanno lasciato opere significative. Una segnalazione particolare va subito espressa per un’antica testimonianza all’esterno. Sul fianco della chiesa prospiciente via Manzoni si nota, conficcato nella muratura in mattoni a vista, un piccolo bassorilievo rotondo.

Il frammento scultoreo in pietrarappresenta un angelo a mezzo busto in una cornice quadrilobata. E’ evidente che si tratta di un recupero da altro edificio qui preesistente oppure da una vicina sede di culto già in rovina (o del tutto perduta) a metà Seicento (S. Maria del Ponte? S. Maria del Tempio?). L’opera risale ad un’epoca, alquanto imprecisabile, tra l’ultimo quarto del XIII e la prima metà del XIV secolo. Purtroppo il disuso, furti e dispersioni (per lo più nell’ultimo trentennio del ‘900) hanno intaccato la sontuosa immagine barocca all’interno del S. Giuseppe e causato la perdita di preziose testimonianze d’arte. Ora, soprattutto con i recenti restauri e qualche recupero, si intende riscoprire e valorizzare beni storico-artistici di indubbio interesse.

 

Apertura della Chiesa

 

La chiesa di San Giuseppe si trova  in via Vernazza 6, 12051 Alba (Cuneo) ed è visitabile nei seguenti orari: dal martedì alla domenica:  ore 14.30-18.30. Il “Centro culturale San Giuseppe” aderisce allo SMA,  il Sistema Museale Albese, una rete che permette di entrare in contatto con le varie realtà museali albesi.

 

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