GIORNATA EUROPEA DEI GIUSTI

6 marzo 2020

 

Anche nella notte della Seconda guerra mondiale, al culmine della shoah, abbiamo i “Giusti” che salvano molte vite a prezzo della loro stessa esistenza. Li ritroviamo nella tragedia africana nel 1994 in Rwanda. Alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici, a volte anche estranei – dell’etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla “caccia all’uomo” con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.

Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.

Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta “salvano il mondo intero”, come recita il Talmud.

Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno istituito la “Giornata europea dei Giusti” il 6 marzo, data della scomparsa dell’artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo il concetto di “Giusto” è esteso sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.

Dal 7 dicembre 2017 la “Giornata dei Giusti” in Italia è solennità civile: ogni anno il 6 marzo viene celebrato l’esempio dei “Giusti” del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

La “Giornata dei Giusti” dell’umanità viene celebrata con commemorazioni in Italia, in Europa e nel mondo, nei “Giardini dei Giusti”, nelle scuole, con le istituzioni, le amministrazioni locali, le associazioni del territorio e grazie al lavoro di tutti i soggetti che animano la rete che unisce le realtà impegnate nella diffusione del messaggio dei Giusti.

 

Perché onoriamo i “Giusti” con degli alberi?

I “Giardini” sono come libri aperti che raccontano le storie dei “Giusti”: hanno il compito di presentare all’opinione pubblica gli esempi di quanti, mettendo a rischio la vita, la carriera, le amicizie, sono stati capaci di preservare i valori umani di fronte a leggi ingiuste o all’indifferenza della società.

I “Giardini” sono luoghi di memoria, ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei “Giusti” non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

 

Le iniziative in ricordo dei “Giusti” nell’Albese

In occasione della giornata del 6 marzo 2020 vogliamo lanciare l’iniziativa “Il libro dei Giusti dell’Albese”. Il progetto si concluderà nel 2022 con la pubblicazione di un volume che racconterà la vita dei “Giusti” presenti nelle Langhe e nel Roero arricchito con ampie narrazioni corredate da fotografie e documenti d’epoca. Il piano di lavoro vede coinvolte tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Vogliamo anche sostenere l’iniziativa “Ricerca di nuovi Giusti”; persone che tra gli anni 1934-1945 hanno nascosto, protetto, nutrito i perseguitati affinché i loro nomi possano essere conosciuti e aggiunti all’Albo dei Giusti e le loro biografie possano essere conservate dalla nostra Associazione che ha sede ad Alba presso la chiesa di San Giuseppe nella “Sala Beato Giuseppe Girotti”.

Il 6 marzo, alle ore 21, presso la Chiesa di San Giuseppe in Alba, sarà proiettato il film “Bianca e Lucia, due ragazze ebree scampate all’inferno”, di registi Dario Dalla Mura e Elena Peloso. Bianca e Lucia, due ragazze ebree, si salvano dallo sterminio durante la seconda guerra mondiale. Attraverso la loro memoria emerge l’immensa tragedia che coinvolge tutta l’Europa. La loro salvezza non avviene attraverso le vie della grande storia, ma grazie al coraggio, ai profondi valori e allo spirito civile che animano i coniugi Oberto di La Morra.

Durante la serata sarà distribuito un pieghevole con l’elenco completo di militari, civili e religiosi dell’Albese che persero la vita nei lager nazisti e i nomi di tutti i “Giusti” che aiutarono i perseguitati durante la Seconda guerra mondiale.